Ci sono formaggi e formaggi. Il Parmigiano Reggiano gode di una fama internazionale, certamente meritata ma non priva di qualche controindicazione. Non a caso, si dice spesso che il Parmigiano Reggiano sia il più imitato al mondo. Esistono tante imitazioni, una per ogni Paese: Parmesan, Regianito, Parmesao, Parmezan…
Il Parmigiano Reggiano, quello vero, a Denominazione di Origine Protetta, rappresenta la garanzia di poter gustare un alimento genuino, controllato, senza l’aggiunta di sostanze modificate chimicamente. Il vero Parmigiano Reggiano lo riconoscete dai contrassegni di stagionatura apposti sui prodotti preconfezionati in vendita, oltre che dalla marchiatura a fuoco del Consorzio di tutela e dalla caratteristica scritta a puntini sulla parte esterna di ogni forma.
Esistono tre bollini di stagionatura. Il bollino color aragosta contrassegna il Parmigiano Reggiano con oltre 18 mesi di stagionatura. È un formaggio ancora piuttosto giovane, per questo si consiglia di servirlo con aperitivi e piccoli spuntini. Il bollino argento è riservato al Parmigiano con oltre 22 mesi di stagionatura, un formaggio più maturo, da accompagnare ad un’insalata di frutta condita con aceto balsamico tradizionale di Modena, con frutta secca, con fichi o prugne. Infine il bollino oro, per il Parmigiano stagionato più di 30 mesi, detto anche “stravecchio”: è il più ricco di elementi nutritivi e il suo sapore è deciso; in questo caso, il giusto abbinamento è con un miele aromatizzato e con un vino rosso di grande corpo e struttura o, in alternativa, con un vino bianco passito da meditazione.


