Il Parmigiano Reggiano ha tre diversi bollini di stagionaturaCi sono formaggi e formaggi. Il Parmigiano Reggiano gode di una fama internazionale, certamente meritata ma non priva di qualche controindicazione. Non a caso, si dice spesso che il Parmigiano Reggiano sia il più imitato al mondo. Esistono tante imitazioni, una per ogni Paese: Parmesan, Regianito, Parmesao, Parmezan…

Il Parmigiano Reggiano, quello vero, a Denominazione di Origine Protetta, rappresenta la garanzia di poter gustare un alimento genuino, controllato, senza l’aggiunta di sostanze modificate chimicamente. Il vero Parmigiano Reggiano lo riconoscete dai contrassegni di stagionatura apposti sui prodotti preconfezionati in vendita, oltre che dalla marchiatura a fuoco del Consorzio di tutela e dalla caratteristica scritta a puntini sulla parte esterna di ogni forma.

Esistono tre bollini di stagionatura. Il bollino color aragosta contrassegna il Parmigiano Reggiano con oltre 18 mesi di stagionatura. È un formaggio ancora piuttosto giovane, per questo si consiglia di servirlo con aperitivi e piccoli spuntini. Il bollino argento è riservato al Parmigiano con oltre 22 mesi di stagionatura, un formaggio più maturo, da accompagnare ad un’insalata di frutta condita con aceto balsamico tradizionale di Modena, con frutta secca, con fichi o prugne. Infine il bollino oro, per il Parmigiano stagionato più di 30 mesi, detto anche “stravecchio”: è il più ricco di elementi nutritivi e il suo sapore è deciso; in questo caso, il giusto abbinamento è con un miele aromatizzato e con un vino rosso di grande corpo e struttura o, in alternativa, con un vino bianco passito da meditazione.

Acquista il Parmigiano Reggiano

Dall’isolamento alla marchiatura: come nasce il Prosciutto di Parma

in Prosciutto di Parma

L’origine di un prodotto tipico così buono e prezioso non può che essere nobile e lenta. La lavorazione delle cosce di maiale per ottenere il vero Prosciutto di Parma prevede dieci passaggi. Eccoli in dettaglio: 1. Isolamento La scelta degli animali da avviare alla macellazione è rigorosa. Il maiale deve provenire dagli allevamenti di dieci [...]

Leggi l’articolo completo →

Il Salame di Felino, un Museo per celebrarne il successo

in Salame di Felino

Un’accurata selezione di carni suine. Controlli severi. Un taglio preciso e una lavorazione a regola d’arte, conosciuta solo dagli esperti mastri salumai. La stagionatura del Salame di Felino è lenta e tutta naturale, perché nella Val Baganza, fra le prime colline parmensi ad una manciata di chilometri dalla città, c’è tutto quel che serve per [...]

Leggi l’articolo completo →

La Coppa di Parma IGP, l’antipasto sulla bocca di tutti

in Coppa di Parma

Accanto ai più noti Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello e Salame di Felino, la Coppa di Parma non sfigura affatto. Sarà per il suo gusto semplice e accattivante o per la qualità del prodotto, da poco tempo insignito dalla comunità europea del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). La storia della Coppa di Parma affonda [...]

Leggi l’articolo completo →

La Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma

in Prosciutto di Parma

Il fiume Po, tanta pianura, una manciata di lievi colline solcate dai vitigni e le prime alture dell’Appennino. In questo scenario si snodano gli itinerari della Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma, un percorso privilegiato per scoprire i grandi sapori che hanno resa famosa nel mondo la Food Valley parmense. La [...]

Leggi l’articolo completo →

Come tagliare e conservare il Culatello di Zibello DOP

in Culatello

Il re dei salumi va trattato con molto riguardo. Se volete coglierne appieno il suo gusto caratteristico e la sua fragranza unica, occorre seguire poche semplici regole. Perché anche il consumo del Culatello di Zibello, come del resto la sua produzione, prevede attenzione e tanto amore. Nel caso abbiate acquistato un Culatello molto stagionato – [...]

Leggi l’articolo completo →

Salame di Felino – storia e garanzie

in Salame di Felino

I primi riferimenti a questo squisito salume si trovano già in alcuni autori latini del I secolo d.C. che testimoniano di come fosse conosciuta già all’epoca l’arte di salare la carne per conservarla. Il nome “salame” nella salumeria dell’antichità però non esisteva e gli insaccati conservati con l’uso del sale erano indicati come “botulus” o [...]

Leggi l’articolo completo →